Lo studio C+S Architects, guidato da Maria Alessandra Segantini con uffici a Londra e Treviso, si è aggiudicato il prestigioso riconoscimento internazionale “Best Architectural Concept of the Year” agli Architizer Vision Awards 2025 , con il progetto LAND-CR.AF.T.ED (Community Reinvent Affordable Food Through Ecologic Design) di Peccioli, in provincia di Pisa.
Le dodici unità abitative prefabbricate nell’area di Santo Stefano nel comune di Peccioli (provincia di Pisa, in Toscana) e a basso impatto ecologico (costruite in legno e terra cruda) reinterpretano le case coloniche toscane, qui realizzate con tecniche di stampa 3D. In un’area di 11,76 ettari con una capacità edificatoria di meno di 3.000 metri quadrati, le nuove residenze sociali sono state disegnate come una comunità di micro-fattorie che traducono il sistema dei casali storici toscani in forme e materiali contemporanei. Le dimensioni sono variabili da 80 ai 130 metri quadrati, ogni unità è caratterizzata da uno spazio di soggiorno/cucina e una, due o tre camere, secondo i canoni classici dell’edilizia sociale. Ogni unità è disegnata da un recinto in terra cruda che definisce anche un suolo coltivabile. Qui si innesta il concetto agricolo innovativo del “pixel-farming” dove è la varietà delle specie e la biodiversità a garantire un’alta produttività.
Il progetto nasce con l’obiettivo di ridare vita e dignità alle aree rurali, spesso marginalizzate dai processi di urbanizzazione e spopolamento. L’idea di Segantini è quella di trasformare l’abitare in un atto collettivo e rigenerativo, in cui le persone ritrovano un legame profondo con la terra e tra loro. Le abitazioni, prefabbricate come kit riciclabili, promuovono un approccio circolare. Il progetto mira inoltre a creare una comunità multietnica, capace di coltivare e condividere cibo di qualità e saperi provenienti da diverse culture, fondendo innovazione, inclusione e sostenibilità ambientale in un nuovo modello di abitare e produrre in armonia con la terra.
Ne abbiamo parlato con Alessandra Segantini.
Il progetto LAND-CR.AF.T.ED ha conquistato il premio come “Best Architectural Concept of the Year”. In che modo questo riconoscimento valorizza la ricerca architettonica come strumento di innovazione sociale e ambientale?
Questo premio rappresenta un riconoscimento importante per un approccio alla progettazione che mette la ricerca al centro del processo creativo. LAND-CR.AF.T.ED dimostra che l’architettura può diventare uno strumento operativo per affrontare temi complessi come la transizione ecologica, la rigenerazione territoriale e l’inclusione sociale. Il valore di questo riconoscimento sta soprattutto nel messaggio che trasmette: oggi la qualità architettonica si misura attraverso la capacità di generare impatto positivo sul territorio e sulle comunità, mantenendo la sua importante componente estetica.
Nel progetto di Peccioli avete reinterpretato la tradizione della cascina toscana attraverso materiali e tecnologie contemporanee come la stampa 3D. Come si integrano tradizione e innovazione in un’architettura pensata per rigenerare il territorio rurale?
Abbiamo lavorato sul concetto di “memoria tipologica”, reinterpretando la cascina non come forma da replicare, ma come sistema spaziale e produttivo. La stampa 3D in terra cruda, i materiali naturali e i sistemi costruttivi a secco ci hanno permesso di costruire un linguaggio contemporaneo profondamente radicato nel contesto locale. L’innovazione tecnologica non cancella la tradizione, ma la rende evolutiva, capace di rispondere alle esigenze ambientali e sociali del presente. A livello di impronta territoriale, un tempo i lotti erano rettangolari in quanto tracciati dall’aratro, oggi i droni per la semina e l’irrigazione si muovono in modo circolare e generano necessariamente altre potenzialità, che di cui il progetto si fa interprete e traduttore.
Una delle idee chiave del progetto è quella di una comunità che coltiva la terra e il proprio senso di appartenenza. Come il concetto di “pixel-farming” contribuisce a questa visione di comunità sostenibile e inclusiva?
Il pixel-farming introduce una nuova relazione tra spazio agricolo e spazio abitato. La suddivisione modulare del suolo permette una gestione più equa, efficiente e partecipativa delle risorse. In LAND-CR.AF.T.ED questo sistema diventa un’infrastruttura sociale: ogni unità produttiva è un luogo di lavoro, di apprendimento e di interazione. La comunità non è solo destinataria del progetto, ma parte attiva del processo produttivo e territoriale. La produzione in eccedenza viene condivisa, lavorata e venduta nello spazio di una grande cucina comune. Il modello quindi è capace di generare profitto.
Nel comunicato si parla di un approccio multidisciplinare che incrocia architettura e agricoltura rigenerativa. Quanto è importante che l’architettura dialoghi con altre discipline per rispondere alle sfide contemporanee?
È fondamentale. Le grandi sfide contemporanee non possono essere affrontate con strumenti disciplinari isolati. LAND-CR.AF.T.ED nasce proprio dall’integrazione tra architettura, agronomia, ingegneria ambientale, ricerca tecnologica, finanza. Questo dialogo consente di progettare sistemi complessi, capaci di generare valore ecologico, economico e sociale. L’architetto assume così un ruolo di coordinatore di visioni, capace di dare forma sintetica a tutte queste competenze diverse disegnando il futuro. Penso all’architetto come a una specie di mago che dà forma a un sogno, perchè nella nostra mente tutto è già reale.
C+S Architects ha una lunga esperienza nella rigenerazione urbana e paesaggistica. In che modo il progetto di Peccioli rappresenta la naturale evoluzione del vostro percorso professionale e di ricerca, e quali sono le sfide che avete incontrato?
Il progetto di Peccioli rappresenta un passaggio importante nel nostro percorso, perché estende i temi della rigenerazione urbana al contesto rurale e produttivo. È un’evoluzione naturale della nostra ricerca sul rapporto tra architettura, paesaggio e comunità. La principale sfida è stata quella di proporre un modello abitativo e territoriale innovativo, capace di dialogare con un contesto fortemente identitario senza perdere radicalità progettuale. LAND-CR.AF.T.ED è per noi un prototipo replicabile, pensato per essere adattato ad altri territori e condizioni climatiche.

