Biogas e biometano agricolo: verso i 5,7 miliardi di metri cubi al 2030

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Si è chiusa a Roma la decima edizione di Biogas Italy 2026, l’evento annuale promosso dal Consorzio Italiano Biogas (CIB), che ha riunito oltre 1.400 partecipanti tra istituzioni, imprese e mondo agricolo, confermandosi punto di riferimento per il futuro del biogas e del biometano agricolo.

Nel corso delle due giornate, il settore ha delineato una traiettoria chiara: rafforzare il ruolo strategico delle bioenergie nella sicurezza energetica nazionale ed europea, accelerando al contempo la transizione ecologica. In un contesto internazionale segnato da instabilità geopolitica, il biogas emerge infatti come leva chiave per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e garantire maggiore autonomia energetica.

Un settore strategico per energia e agricoltura

Dai lavori è emersa con forza la centralità della filiera agricola, non solo nella produzione alimentare ma anche nella generazione di energia rinnovabile e fertilizzanti organici. Il CIB ha ribadito la necessità di un piano strutturato di lungo periodo, almeno quinquennale, capace di dare stabilità agli investimenti e favorire lo sviluppo della filiera.

Gli obiettivi sono ambiziosi: raggiungere entro il 2030 i 5,7 miliardi di metri cubi di biometano previsti dal PNIEC, con un potenziale che potrebbe coprire fino al 30% del fabbisogno nazionale di gas entro il 2040.

Sul fronte attuativo, i dati del GSE indicano una forte dinamica progettuale:

549 progetti di biometano ammessi,
323 impianti già avviati,
46 già operativi.

Numeri che confermano la reattività del comparto, sostenuto anche dalle misure del PNRR.

Consenso trasversale e percezione positiva

Uno degli elementi più rilevanti emersi nella seconda giornata riguarda il consenso politico. Secondo un’indagine realizzata con YouTrend, il 79% dei decisori pubblici considera positivo l’impatto di biogas e biometano sullo sviluppo del Paese, mentre l’88% si dichiara favorevole agli impianti.

Il sostegno è trasversale e accompagnato dalla richiesta di un quadro normativo più chiaro e stabile, ritenuto prioritario da un decisore su due. Tuttavia, emerge anche un gap informativo: solo il 17% ritiene adeguata la comunicazione verso i cittadini, indicando la necessità di maggiore trasparenza e coinvolgimento delle comunità locali.

Il potenziale produttivo: crescita oltre le attese

Accanto alla percezione politica, il CIB ha presentato una mappa dettagliata del potenziale produttivo nazionale basata sulle biomasse disponibili a livello provinciale. Le stime indicano una crescita significativa:

8,1 miliardi di Smc al 2030,
15,3 miliardi di Smc al 2050.

Un’espansione resa possibile soprattutto dalle aree a forte vocazione agricola e zootecnica, già al centro dei nuovi investimenti legati al PNRR.

Le priorità per il futuro

Dai confronti tra istituzioni, associazioni e imprese emergono alcune priorità condivise:

semplificazione normativa e burocratica;
maggiore integrazione delle infrastrutture energetiche;
valorizzazione del digestato come fertilizzante;
coinvolgimento delle comunità locali;
continuità delle politiche di sostegno oltre il PNRR.

In questo quadro, l’agricoltura viene riconosciuta come motore della transizione energetica, a condizione di garantire sostenibilità e assenza di competizione con le produzioni alimentari.

Un settore maturo, pronto alla prossima fase

A vent’anni dalla nascita del CIB, il bilancio tracciato a Biogas Italy 2026 è quello di una filiera ormai matura, capace di coniugare innovazione, sostenibilità e sviluppo economico.

La sfida ora è consolidare quanto costruito e trasformare il potenziale in risultati concreti, attraverso politiche stabili e una visione industriale di lungo periodo.

L’evento ha visto il supporto di Ecomondo, Snam e Veolia come partner e il sostegno di Crédit Agricole e Italgas in qualità di Main Sponsor. 11 Gold Sponsor e 43 Silver Sponsor hanno esposto nelle sale, contribuendo a rendere Biogas Italy un appuntamento unico di riferimento per il settore.

L’iniziativa ha avuto il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy

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